Nella vita ha fatto tanto, è stato un personaggio di statura (ehm..), sopra le righe, ha fatto funzionare il business per anni e non si capisce come, vista la sua visione tutt’altro che moderna di alcuni aspetti. Ma ci ha portato fin qui e forse è il momento migliore per defilarsi.

A prendere il suo posto saranno in 3. Uno è quel genio di Ross Brawn, quello a destra, che speravo venisse a salvare la Ferrari e invece si limiterà a salvare la F1 intera.
Se siete ignoranti e non sapete chi sia, magari avete sentito parlare di un certo Schumacher, il Kaiser per i fedeli. Beh, quanto Michael vinceva in Benetton e poi in Ferrari, al suo muretto c’era Brawn. Che pochi anni dopo si è tolto lo sfizio di comprare ai saldi una scuderia moribonda, darle il suo nome e vincere il mondiale al primo tentativo e con ampio margine, per poi ritirarsi a pescare. Si occuperà della parte sportiva e tecnica.

E cosa tocca agli altri? Beh, sono americani, gente di TV (mai sentito parlare della FOX?), e cosa sono bravi a fare gli americani che manca alla Formula 1 attuale? Beh, piccolezze tipo: comunicazione, TV, eventi, spettacolo, rendere uno sport appetibile per i fan, dettagli insomma.
La Formula 1, nonostante giri il mondo, è sempre stata l’automobilismo del vecchio continente e abbiamo sempre fatto gli schizzinosi guardando come “fanno” sport gli americani. Ma lo sport più seguito al mondo è la NASCAR ragazzi miei, e l’evento sportivo con più ascolti è il Super Bowl. Colorati, caotici, fracassoni alla Michael Bay, un po’ distanti dal quel contegno che abbiamo sempre attribuito alla F1. Ma ci lamentiamo ormai da anni che così non và, che manca lo spettacolo, che mancano i sorpassi, che mancano i personaggi. Gli ultimi anni non sono stati neanche i peggiori a dire il vero, grazie a qualche “incomprensione” tra i piloti Mercedes mentre stradominavano, alla sfrontatezza del giovane Verstappen e ai team radio di Kimi; ma è ben poca cosa rispetto a quello che attira le genti e il tempo per i cambiamenti è giunto da un pezzo, e probabilmente questa è la strada.
Se non si capisce tra le righe, le mie aspettative sono decisamente positive per il futuro post Ecclestone.

Ah sì, Bernie…beh, grazie tante, è stato bello e neanche troppo breve. Ora goditi la vita e la tua baitina a Gstaad e salutami tua figlia, quella di plastica. Salutare te è un po’ come è stato salutare Giovanni Paolo II: lui era IL Papa, tu sei stato la Formula 1. Spesso l’hai gestita come fosse il tuo giocattolo personale ma altre volte ti sei dimostrato più sveglio di quei volti più o meno nuovi che negli ultimi anni hanno provato a proporre qualcosa, e siamo arrivati alle ali che si aprono per fare un sorpasso in rettilineo, velo pietoso… Ti dobbiamo tanto, magari anche un po’ di ammirazione per i risultati che sei stato in grado di mettere in fila, ovviamente senza invidia per i miliardi.