Bella botta, vero? Se ne parlava da settimane ma noi Ferraristi non ci credevamo. Non volevamo crederci. Il “vecchio” è della famiglia, non ci lascerà mai. E cavoli che bene che vengono le macchine stradali con la sua collaborazione.
E invece oggi l’annuncio ufficiale e le prime conferenze stampa: si parla di un contratto di 1+2 anni come pilota e chissà cos’altro, 7 milioni di euro dalla Mercedes GP, 20 milioni dagli sponsor per gli spazi sulla tuta e sommando gli altri spicci qualcuno parla di un totale di 70 milioni.

Michael, perchè ci fai questo?
Michael, perchè ci fai questo?

Ma sappiamo benissimo che non gli fregano i soldi, e ci mancherebbe con tutti quelli che ha portato a casa nella sua lunga carriera. E allora qual’è la molla che è scattata? Di certo una molla che è sempre stata bella carica: nel 2006 si è ritirato non perchè stufo, stanco, vecchio o acciaccato, ma per lasciare spazio al suo figlio adottivo brasiliano, quel Massa che, con l’ingombrante presenza del Kaiser, non avrebbe potuto sbocciare. E infatti il caro Michael non ha mai mollato la pista, cimentandosi anche in gare motociclistiche ufficiali durante le quali si è procurato quell’infortunio al collo che gli ha impedito di sostituire il folletto verde-oro che ha allevato con amore.
Ma quella chiamata alle armi non ha fatto altro che rinvigorire la sua fiamma agonistica e dover rinunciare a quella porta d’ingresso inaspettata è stato come sedersi su un cactus, comodi non si stà certo.
E poi ti arriva la Mercedes, capitanata da quel Ross Brawn con cui ha vinto 7 titoli mondiali con Benetton e Ferrari e che ha portato la squadra che porta il suo nome, la Brawn GP per l’appunto, a vincere nell’anno dell’esordio, cosa mai vista nel pacchiano e luccicante mondo della Formula 1.
Immagino poi che le sue presenze ai box Ferrari sarebbero state inevitabilmente ridotte visto che, al posto di Alonso, uno come lui che ti studia tempi e telemetrie potrebbe essere seccante.
Parlando da spettatore, beh, il mondiale ne guadagna e promette bene: la Mercedes GP sembra la nazionale tedesca con, come seconda guida (alla faccia…), il talento fin’ora poco espresso di Nico Rosberg, la McLaren è l’omologa britannica con Button e Hamilton, Kubica passa alla Renault e se gli danno una macchina decente sappiamo cosa sa fare, il futuro Kaiser Vettel alla Red Bull e, infine, la nostra Rossa con la coppia latina Alonso-Massa. E tenendo conto che a Maranello hanno cominciato a sviluppare la macchina 2010 da luglio, ci si aspetta una figura migliore dell’anno scorso. E Ecclestone si lecca i baffi che non ha, dato il ritorno mediatico da record.
Tirando le somme, come dar torto a Schumacher? Uno che nella vita non ha fatto altro che correre e che, probabilmente, fuori dalle corse rischia la depressione. Chiaro, noi dal cuore rosso non possiamo accogliere la sua nuova avventura con l’atteggiamento positivo che meriterebbe, vuoi perchè lo ritenevamo nostro e di nessun altro, vuoi perchè come nemico fa paura, perchè nessuno conosce meglio di noi cosa sapeva fare.
La gratitudine nei suoi confronti rimane perchè lui, assieme a Todt e quel Brawn, ha fatto risorgere il Cavallino dalle ceneri e l’ha portato per mano lungo l’era più luminosa che si ricordi per un marchio in qualsiasi categoria del motorsport. Quindi non possiamo negargli un nostro in bocca al lupo, sicuri delle carte che potremo giocare e sperando, per lui, che non si trasformi nell’ennesimo lento vecchietto in Mercedes.