Ci sono cose che porteranno l’umanità all’estinzione certa: l’inquinamento, le centrali atomiche, i Jonas Brothers e i film dei fratelli Vanzina sono soltanto degli esempi.
Ma ci sono cose che, anche se non ci estingueranno in maniera diretta, ci scateneranno contro l’ira divina con relativi flagelli da vecchio testamento.
Una di queste è certamente l’Aston Martin Cygnet: partendo dalla base (oh mio Dio…) della Toyota iQ, il glorioso marchio inglese vuole proporre un modello che sia ideale come entry-level. Il punto di partenza lo spacciano anche per ottimale: 4 posti (o 3 e mezzo) in soli 299 cm, 5 stelle EuroNCAP, basse emissioni e tutte le solite fandonie sulla mobilità intelligente.

Ma state veramente lavorando sereni?
Ma state veramente lavorando sereni?

Ma perché mai la casa delle Bond cars dovrebbe impegnarsi per proporre un’anti-smart? Beh, una risposta intelligente potrebbe essere il semplice fatto che il segmento delle city car, per quanto porti bassi profitti, sta crescendo così tanto da attirare anche i brand di lusso. La casa si dice poi spinta dal fatto che ogni loro cliente ha in garage anche una city car, per ovvi motivi, e perché questa non può essere un’Aston Martin? Dichiarano, poi, di essere estremamente stimolati dalla possibilità di “applicare il linguaggio stilistico, la capacità artigianale e i valori del marchio ad un segmento di mercato completamente nuovo”.
Vedendo le prime immagini però, il risultato non è che sia dei migliori: al posteriore ritroviamo i gruppi ottici a forma di V, mentre all’anteriore troviamo il copia/incolla della calandra della DB9 e le prese d’aria sul cofano della V12 Vantage, ridotte per motivi di spazio.

Un'Aston Martin dopo i crash test?
Un'Aston Martin dopo i crash test?

Il prezzo non è stato ancora deciso, ma state certi che sarà salato. Va bene piccola, ma economica no eh! I conti sono rapidi da fare: offrite pellami cuciti a mano su plancia e sedili sportivi, legnami pregiati e fibra di carbonio per gli interni, selezionabili nello stesso programma di personalizzazione fin’ora riservato alle super car, ed ecco un’iQ con prezzo raddoppiato, non troppo lontano dai 30 mila euro.
Eccovi quindi l’esclusività fatta scatoletta, con una previsione di 4000 esemplari annui prodotti dal 2010. Per l’acquisto avranno precedenza i clienti fedeli, chi ha già una coupé o chi ce l’ha comunque in ordine.
Gli inglesi sostengono che le città che vedranno più Cygnet saranno Londra e Parigi ma, soprattutto, Roma.
Cavoli dimenticavo il motore! 1.000cc 3 cilindri da 100 cavalli, lo stesso della Yaris…ecco cos’è che non centra per nulla con l’auto di 007…