I ribelli vincono! In pochi avevano dubbi, anzi, tutti li appoggiavano, stufi di regolamenti stravolti ogni anno che creano confusione tra i tifosi, mescolano le classifiche e portano le squadre a spendere cifre folli per ridisegnare da capo le proprie vetture ogni anno, alla faccia del tetto al budget.

Elegante e distinto ma condottiero implacabile
Elegante e distinto ma condottiero implacabile

Il risultato è che il prossimo anno rimarrà in vigore il regolamento 2009, come chiedeva la FOTA, e il budget cap non ci sarà, ma ci si impegnerà invece per ridurre i costi per riportarli in 2 anni ai livelli degli anni ’90.
Verrà rinnovato il patto della concordia, valido fino al 2012 ma con modifiche che permettano ai costruttori di avere più potere decisionale, e lo schieramento si infoltisce. Sono infatti 13 i team iscritti, i 10 attuali più Campos, Manor e USF1, a meno che queste ultime non fuggano di fronte al dissolversi del limite di budget.
Particolare tutt’altro che secondario, e l’ho lasciato in fondo di proposito, è il destino di Mosley: non ripresenterà la propria candidatura ad ottobre, quando scadrà l’attuale mandato, ma comunque non prenderà più decisioni per la F1 da subito. Ci tiene a precisare che il suo “ritiro” è volontario e che si ritiene soddisfatto dall’accordo raggiunto (sapesse noi di saperlo a casa!). Ecclestone invece commenta dicendo “Sono felice! Ha prevalso il buon senso.”, con tutto il mondo che gli risponde “Grazie al gallo, non sei tu quello silurato!”.
Esce quindi vincente su tutta la linea la FOTA, con in testa il “nostro” capitano Montezemolo e la promessa di un campionato di Formula 1 che, cito dal sito Ferrari, “sarà disputato nello spirito della competizione sportiva e tecnologica, che avrà regole chiare e certe, ed una governance trasparente”.