Così ha titolato il TG5, che mi tiene compagnia durante ogni colazione, ieri mattina. Una cosa è certa: positiva o negativa che sia, ci stiamo avvicinando all’epilogo del braccio di ferro tra FIA e FOTA.

La Formula 1 rischia il disastro
La Formula 1 rischia il disastro

Mosley, con un gesto stile “eccovi il contentino basta che facciate i bravi”, ha proposto di alzare il tetto spese per il 2010 a 100 milioni di sterline (esclusi gli ingaggi dei piloti e le spese di marketing) per passare ai 40 precedentemente stabiliti soltanto dal 2011. La FOTA, sicura nella propria unità, non si muove di un millimetro, anzi, rende note le proprie intenzioni di dar vita ad un altro campionato precisando che dalla sua avrà i migliori piloti, nonché grandi aziende, sponsor ed emittenti, garantendo inoltre assistenza ai team indipendenti.
Apriti cielo! Il nostro caro Max non ci sta, perché lui è uno che nel privato magari si fa sottomettere, ma nel lavoro no! E allora eccoci alle minacce: se la FOTA fonda una nuova serie viene meno ad impegni contrattuali presi con la FIA che, quindi, porterà la questione in tribunale.
Panico? Macchè…la risposta di Briatore, che comunque non è quella ufficiale dei team, è tutto un programma: dopo la rottura di giovedì notte la FIA “non è più un interlocutore”.

Button potrebbe essere l'ultimo campione di questa F1
Button potrebbe essere l'ultimo campione di questa F1

E ci sono anche effetti collaterali: le varie squadre iscritte (tipo Campos, Prodrive e le altre) e pronte a rimpiazzare le grandi, cominciano a perdere in convinzione. Che interesse può avere correre in una categoria rattoppata che sembra tutto tranne la regina dell’automobilismo? E se non si arriva alle 16 auto in griglia come prevede il regolamento? Mercoledì, con le iscrizioni ancora congelate, ci sarà il consiglio della FIA, occasione giusta per silurare Mosley e magari ricucire lo strappo. Meriterebbe la gogna questo personaggio, col rischio però, visti i noti precedenti, che magari anche gli piaccia…