La moda è rispolverare vecchi miti
La moda è rispolverare vecchi miti

Alla fine, la mia curiosità per la Scirocco era dovuta a questo, ma andiamo per ordine e parliamo dell’auto.
La prova, come anticipato, si è svolta su una 2.0 TSI da 200 cavalli di color nero ma, attendendo il venditore che ci ha accompagnato, abbiamo curiosato su un esemplare color argento, esposto al centro del salone.
La qualità percepita nell’abitacolo è veramente elevata, i materiali sono piacevoli al tatto e il montaggio sembra ottimo. Il cruscotto è ben disegnato, moderno ma non affollato di comandi, in ogni caso abbastanza ignorati durante la nostra prova. L’unico appunto stilistico personale che mi sento di fare per gli interni, riguarda le maniglie delle portiere e quelle che incorniciano il portaoggetti centrale, che non incontrano affatto i miei gusti personali.

All'interno della Scirocco troverete qualità e razionalità
All'interno troverete qualità e razionalità

Giunge finalmente il momento della guida: apro lo sportello lato guida con finestrino senza cornice, faccio entrare il mio compare di malefatte sul sedile posteriore e partiamo.
Il posto di guida è ben concepito, con molte regolazioni sia sul sedile che sullo sterzo. Questo si è rivelato subito “familiare”, regalando immediatamente un inaspettato feeling e richiedendo il giusto sforzo senza diventare però faticoso.
La vettura è relativamente bassa e l’assetto sicuramente non è quello di una family car, ma in ogni caso garantisce un’ottima tenuta e dona molta sicurezza, senza però divenire insopportabile a causa dell’eccessiva rigidità. Indubbiamente le coperture da 235 su cerchi da 18″ (optional) danno il loro contributo alla tenuta e, quando ho cercato di stuzzicarla giocando con l’acceleratore in una rotonda, la Scirocco non si minimamente scomposta, manifestando un lieve sottosterzo che può solo lasciarci immaginare quanto lontani dal limite eravamo.

Ecco il cuore furioso della Scirocco
Ecco il cuore furioso della Scirocco

Potremmo saltare a piè pari il capitolo motore, trattandosi del solito 2.0 TSI che praticamente qualsiasi auto del gruppo conta tra le possibilità. Qui conta 200 cavalli e, credetemi, sanno farsi sentire, garantendo una prestazione grintosa e appagante ma senza impedire l’uso della vettura nel tran-tran giornaliero, lasciandola facilmente gestibile e docile alle basse andature.
Questo è, senza dubbio, per buona parte merito del cambio DSG, argomento caldo che ho volutamente lasciato in fondo. Questo tipo di trasmissione sta gradualmente prendendo il posto del tradizionale automatico sulle vetture del gruppo VW, e consiste in un sistema con doppia frizione che preseleziona la marcia successiva, riducendo enormemente i tempi di cambiata (250 ms verso una marcia preselezionata, 400 ms se lo si prende “alla sprovvista”, per esempio scalando quando i giri del motore salgono).

Si imposta su "D" per cercare divertimento
Si imposta su "D" per cercare divertimento

In termini pratici, durante la prova ci siamo trovati con la tradizionale leva del cambio automatico e le paddle solidali al volante. Posizionata la leva su “D”, comincia il videogioco: si può tranquillamente salire (o scendere) di marcia senza alleggerire la pressione sull’acceleratore, e si percepisce a malapena lo stacco della trazione e una sorta di “buffetto” sulla schiena. La sensazione è davvero appagante: la spinta pare realmente continua e ogni cambiata è accompagnata da uno sbuffo dello scarico.
La colonna sonora di questa vettura è veramente curata: la sua voce è cupa e corposa, condita da scoppiettii a ogni cambiata e soprattutto in scalata, con quella che sembra una doppietta automatica.
Non allontaniamoci però dall’argomento DSG, perché ora viene la nota dolente: questo cambio si prende un po’ troppe libertà. Se, infatti, in modalità sequenziale lascio scendere i giri o tiro eccessivamente la marcia, il cambio scende o sale autonomamente, come il normale cambio automatico.


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A questo punto la domanda è: perché? Concediamogli la possibilità di scalare nel qual caso scenda troppo il regime di rotazione, sto guidando anziano e la badante elettronica ci può anche stare e non mi rovina assolutamente il piacere di guida, visto che probabilmente mi sono addormentato. Ma lo stesso discorso non vale verso l’alto: se metto la modalità sequenziale e sto tirando le marce, significa che voglio correre e divertirmi, tenendo tutto sotto controllo e decidendo ogni singola manovra, altrimenti avrei lasciato l’automatico. Capite quindi che questo compromette il piacere di guida, ed è un controsenso su una vettura come questa. Altre soluzioni? Cavoli ingegnatevi! Una lucetta o un cicalino prima del limitatore per suggerire la cambiata, cosa ci vuole?
Qui di seguito trovate un filmato che ritrae il mio accompagnatore alla guida: potete valutare voi stessi la velocità di cambiata e, già che ci siete, prestate attenzione al suono dello scarico.

Forse, tirando le somme questo è l’unico difetto della nuova Scirocco, ignorando intenzionalmente la difficoltà di raggiungere i sedili posteriori, l’omologazione per sole 4 persone o il poco spazio in altezza per i passeggeri posteriori, questi sono particolari che su una coupé devono rimanere in secondo piano.
Per concludere, il giudizio finale risultante è comunque estremamente positivo: la validità del progetto è indiscutibile, mentre l’estetica, la qualità e le soluzioni tecniche sono di primo livello.
Mi sento quindi di chiudere giudicando la Volkswagen Scirocco 2.0 TSI con cambio DSG la miglior auto con un prezzo inferiore ai 30.000 € che abbia mai guidato.

Voto globale: 8

Colgo l’occasione per ringraziare Thomas, che mi ha accompagnato durante la prova (che sacrificio…) e mi è stato particolarmente utile per la successiva analisi di fronte ad un meritato cappuccino.