È nata proprio così questa concept, presentata in questi giorni al salone di Parigi, che magari si sarebbe aspettata da un altro marchio, non certo dalla Citroen. Miracoli del marketing: la casa francese ha concepito questo inquietante bolide in collaborazione con la Polyphony, software house leader nei simulatori di guida grazie al suo titolo più celebre, Gran Turismo.
Abbiamo già avuto occasione di parlare di questa serie, ormai giunta al quinto capitolo. Questo è ormai alle porte, ma è stato preceduto da una sorta di antipasto intitolato Prologue.
Quindi, tra le neonate Ferrari California e Lotus Evora con qui si confronterà sugli schermi domestici, eccoci di fronte alla Citroen GT Concept (dove GT è proprio il logo del videogioco), copia fisica dell’originale auto guidabile sulla Playstation 3.

Avete mai avuto paura di un'auto francese?
Avete mai avuto paura di un'auto francese?

La sua presenza è tutt’altro che rassicurante, con forme acuminate e dimensioni imponenti: alta soltanto 109 cm, conta 208 cm in larghezza e ben 496 cm di lunghezza. Il posteriore è prolungato con una forma inusuale, allo scopo di donarle un senso visivo di velocità, tanto da nominare nel comunicato stampa ufficiale il termine “permanenza sulla retina”.
Di fronte ad una creatura di tali sembianze, non ci si può non aspettare prestazioni da infarto: 330 km/h di velocità massima e 3,6 secondi per archiviare lo 0-100 sono prestazioni tutt’altro che virtuali, cui aggiungiamo i 20,4 secondi per coprire 1 km con partenza da fermo.
Ma i curiosi vogliono sapere cosa nasconde quel lungo cofano posteriore, capace di tale dimostrazione di forza: a spingere questo mostro ci pensa un motore elettrico con pila a combustibile che eroga 646 cavalli in condizioni normali, coadiuvati da un overboost da 138 cavalli aggiuntivi.
Questa scorpacciata di tecnologia non compromette però il principio della leggerezza, caro a ogni vera sportiva, e la massa totale del veicolo si attesta attorno ai 1.400 kg.

Così estrema, poteva venire solo da un videogioco!
Così estrema, poteva venire solo da un videogioco!

Aprendo infine le scenografiche porte “gullwing stile“, si accede a un abitacolo ricercatissimo e realizzato con materiali estremamente pregiati. L’aspetto che maggiormente coinvolge è senza dubbio l’incredibile cruscotto, a dir poco fuori dall’ordinario, che offre anche un “head-up display”, che permette al pilota di non distogliere lo sguardo dalla strada per attingere alle sue informazioni.
Sono in molti (tra cui io) a rimanere quindi esterrefatti di fronte a questo exploit del marchio transalpino, e sono ben di più quelli che sperano che non rimanga confinato al solo mondo virtuale.


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