MiTo: il nome nuovo dell'automobilismo italiano
MiTo: il nome nuovo dell'automobilismo italiano

Come promesso, eccoci qua a parlare delle impressioni su strada della tanto chiacchierata Alfa Romeo MiTo.
L’esemplare che ho provato era il 1.4 turbo-benzina da 155 cavalli in allestimento Distinctive con, come optional, il Premium Pack (clima automatico bizona, sensori di parcheggio posteriori, comandi radio al volante, bracciolo anteriore, cruise control, supporto lombare per il sedile passeggero, presa 12V nel bagagliaio) e lo Sport Pack (cerchi in lega da 17″ o 18″ su richiesta, fendinebbia, spoilerino sopra al lunotto,  paraurti posteriore sportivo con estrattore in plastica grezza, strumenti con illuminazione bianca, sedili in tessuto Sport).
Per ottenere una prova decente ho dovuto però presentarmi in concessionario due volte, causa un piccolo imprevisto: la vettura era a secco… Al momento dell’accensione, c’era talmente poca benzina nel serbatoio che il computer di bordo non poteva calcolare l’autonomia residua. C’è quindi stata soltanto la possibilità di una prova sbrigativa, le cui prime impressioni non sono state incoraggianti.
Innanzitutto la seduta dà una certa impressione di altezza, come quella di una Panda o una Yaris per intendersi, che poco ha a che fare con sensazioni di sportività. In ogni caso questa posizione dona una certa visibilità all’anteriore, cosa che non si può dire del posteriore a causa del piccolo lunotto e dei tre poggiatesta del divanetto (difetto in parte compensato dai generosi specchietti esterni).

Il muso impertinente della piccola del Biscione
Il muso impertinente della piccola del Biscione

Durante la breve prova, il venditore mi ha spiegato il funzionamento del selettore D.N.A., sostenendo che in posizione Dynamic la vettura ha 15 cavalli in più, cosa assolutamente impossibile da confermare con tutta la documentazione reperibile online o cartacea. Riportando ciò che dice la brochure, il manettino agisce sulla mappa del motore (modificando la coppia e la risposta dell’acceleratore), sulla reattività dello sterzo e sulla “pazienza” degli ausili di guida. In ogni caso questa prova l’ho condotta interamente in modalità Normal, rimanendo abbastanza deluso dal risultato: la prima impressione è stata di trovarsi di fronte ad una vettura dal carattere blando, decisamente troppo.
Possibile? Si sente parlare così bene in giro di questa vettura ed io ne scendo con l’amaro in bocca? Devo riprovarla: “Senta, torno martedì pomeriggio, con meno traffico e più benzina!”.
Al secondo tentativo (dopo mezz’ora buona di attesa che il venditore mettesse giù il cellulare e senza che nessun altro mi calcolasse…) arrivo con le idee chiare: con la spia della riserva di nuovo accesa ma con qualche millilitro di più nel serbatoio, spengo l’autoradio, abbasso di due dita il finestrino e imposto subito in Dynamic.
Mi dirigo verso una sequenza di quattro rotonde situate a un tiro di schioppo dal concessionario e, tra lo stupito e il felice, sono ben altre le sensazioni che avverto. Avrei voluto ovviamente spremere di più la piccoletta, ma la presenza dell’attempato venditore funge da monito. Questo, per fortuna, non mi trattiene dall’affondare il piede destro e sentire quello che cercavo: una risposta immediata e rabbiosa, con tanto di colonna sonora, magari poco rombante, ma di sicuro molto “fischiante”!
Il dubbio che sia un’altra auto mi sfiora, ma questo non è altro che il risultato di quella levetta lucida. L’erogazione è più immediata e soddisfacente e, grazie al peso ridotto della vettura, si raggiungono velocità ragguardevoli in pochi metri.

Vicino alla leva del cambio, l'interruttore del piacere: il selettore D.N.A.
Vicino alla leva del cambio, l'interruttore del piacere: il selettore D.N.A.

Altro particolare, dicevamo, che mi aveva lasciato perplesso, era la posizione di guida stranamente alta. Anche qui la seconda seduta è servita a ricredermi: il posto di guida è perfezionabile in ogni direzione e il volante può essere regolato sia in altezza sia in profondità, il tutto sempre lasciando un’ottima abitabilità e spazi abbondanti in confronto, per esempio, a una più ingombrante 147, a riprova dell’attento studio degli interni. Alla fine, magari con un po’ di pazienza, la posizione ideale si trova e alla sensazione di altezza ci si fa l’abitudine, complice anche l’ottimo assetto che riduce il mal di mare da rollio.
Abbiamo nominato l’assetto che, a quanto pare, è uno dei fiori all’occhiello della piccola del Biscione: rigido abbastanza da regalare sensazioni corsaiole, senza però farti imprecare a ogni tombino. Le buche si sentono tutte e anche bene, ok, ma non sulla schiena come spesso accade, è più una sensazione uditiva.
Sacrificio che comunque vale, per ottenere un comportamento che, permettetemi, quasi istiga a delinquere: è sufficiente, senza raggiungere andature esagerate, rilasciare o solamente alleggerire il piede sull’acceleratore per sentire il sedere della vettura che tende ad allargarsi dolcemente, sembra dicendo “Osa pure quanto vuoi, io sono qui per assecondarti”. È una bella sensazione, che ti mette subito a tuo agio lasciandoti pensare che con lei saresti in grado di fare tutto. Che sia un bene o un male resta da vedere, provando a spingere forte per capire se questo feeling sia solo un’illusione, prima che la MiTo si riveli una viscida traditrice.

La MiTo sfoggia un posteriore ricco di studiati particolari
La MiTo sfoggia un posteriore ricco di studiati particolari

Dal punto di vista dell’atto strettamente di guida, sono rimasto deluso però da qualche particolare: uno su tutti la frizione inesistente “al tatto”, leggera quanto il pedale del kit per la guida sulla PlayStation.
Sicuramente più veniale la leva del cambio un po’ troppo “normale”: una leva più corta sarebbe stata sicuramente una scelta più gradita, se non ovvia su una sportiva come la MiTo vuole essere.
Degli interni abbiamo già avuto modo di parlare bene, ma in questa prova ho avuto modo di accorgermi di una pecca prima sfuggitami: probabilmente per permettere un’ampia regolazione del volante, il piantone è avvolto da una sorta di soffietto di pelle in prossimità del quadro strumenti, soluzione che risulta per lo meno posticcia.
Una volta rientrati al concessionario, mi sono concesso qualche secondo per curiosare nel computer di bordo: ci sono diverse voci interessanti che però il venditore non ha saputo spiegarmi (“Devo ancora studiarla.”…) come per esempio “airbag passeggero” (disabilitazione invece della chiave?) o “autolock” (che sia la chiusura automatica delle portiere oltre una certa velocità? Fino qualche anno fa, sulle Volkswagen, questo era un intervento che si pagava…).
Prima di allontanarci dalla macchina, infine, ho voluto aprire il cofano per controllare quello che ormai, per me, è un tormento: è possibile sostituire le lampade (puntualizzazione: posizioni sempre accese, anabbaglianti con comando sulla leva) autonomamente senza dover lasciare l’auto un giorno in officina? La risposta è, grazie a Dio, affermativa.

Superfici vetrate ridotte e dalle forme taglienti le donano un'aria grintosa
Superfici vetrate ridotte e dalle forme taglienti le donano un'aria grintosa

E ora, consigli per gli acquisti! La MiTo 1.4 Turbobenzina 155 cv Distinctive costa, da listino, 19.550 €. Aggiungiamoci pure, riconoscendone la convenienza e l’utilità, il pacchetto Premium, che costa 800 €. Stessa cifra lo Sport Pack con i cerchi da 17″, a mio avviso l’unico sportivo che val la pena valutare, visto il prezzo del kit con i cerchi da 18″, pari a 1.150 €. Considerata la differenza di prezzo, il costo delle gomme nei cambi successivi e la perdita di confort che ne consegue, per l’acquisto dei 18″ bisogna proprio essere convinti.
Se poi concordate con me che il rosso le dona parecchio, preparatevi ad aggiungere 250 € per il Rosso Giulietta, che è quello che vedete nelle foto da me scattate.
Il totale raggiunto per il preventivo è quindi di 21.400 €, cui bisogna ovviamente aggiungere i 181 € per l’IPT.
Se poi, in abbinato, vorreste il tetto nero in contrasto, beh, non so dirvi quanto paghereste, poiché il venditore non ha saputo dirmelo e sul configuratore online non sembra essercene traccia (mentre sulla brochure e sul sito MiTour sì…)
Ero poi dell’idea, per il mio ipotetico acquisto, di personalizzare le cornici dei fari anch’esse in nero, in contrasto con la carrozzeria, somma da aggiungere 90 €. Dopo averle viste però su un esemplare bianco devo ammettere che, mentre sul posteriore ci stanno anche bene, sul muso ottengono un effetto “occhio nero” tipo pugile suonato. L’opzione migliore rimane quindi, per mia opinione personale, il cromato lucido di serie.
Altro optional a mio avviso assolutamente da evitare, è il navigatore satellitare: questo perchè non è integrato nella plancia ma posto al di sopra del cruscotto, ottenendo un risultato a dir poco aftermarket. Facendo poi due conti di quanto viene a costare (550 € sani il sistema Blue&Me-Nav) e supponendo quanto chiederanno per gli aggiornamenti delle mappe…beh…meglio un Tom Tom o equivalente.

Sicura di sè, la MiTo riposa sorniona...
Sicura di sè, la MiTo riposa sorniona...

Tiriamo quindi le somme: questa vettura ha dichiaratamente un target di età compreso tra i 20 e i 30 anni, garantisce una guida divertente ma soprattutto sicura, oltre ad offrire un design nuovo e raffinato e tonnellate di gingilli per ammaliare la gioventù. Si sprecano quindi sintolettore MP3, connessione USB e Bluetooth, per non parlare di finezze come l’animazione sul computer di bordo all’accensione (che mostra il muso di una MiTo che si avvicina) o l’indicazione della pressione della turbina sullo stesso display quando si è in modalità Dynamic.
Ah già, dimenticavo, il manettino. A questo punto ho elaborato la mia personale teoria: Dynamic è l’impostazione da tenere, quella per cui si compra quest’auto e l’unica con cui la si può apprezzare. In Normal non è altro che una Grande Punto ricarrozzata, e neanche Abarth. Normal è la posizione da impostare quando porti in macchina il nonno della morosa che, se stabilisce che stai correndo troppo, apre la portiera in corsa e minaccia di buttarsi fuori. Giri da solo? Allora Dynamic… Dynamic tutta la vita!

Voto globale: 8