Dopo l’incursione clandestina di martedì (sì ok, sono in vena di esagerazioni), sono tornato ieri sera al concessionario locale Alfa Romeo per la presentazione della MiTo.
Sotto gli occhi di una sessantina circa di persone (i buffet gratis fanno questo e altro), è stato tolto ufficialmente il telo da questa assoluta novità per la casa del Biscione: la sua prima sportiva compatta.

Il design, come è stato già detto e ridetto, riprende lo stile di sua maestà 8c Competizione, adattandolo alle dimensioni ovviamente più contenute. La parte meno riuscita è, secondo molti, il connubio fanali anteriori/cofano: poco aggressiva la forma dei primi, troppo gonfio il secondo.
Decisamente più apprezzato da tutti è il posteriore, con i fari tondi con tecnologia LED nella cornice cromata, il contrasto della vernice con la parte inferiore del paraurti in plastica grezza nera, e con quel accenno sporgente del portellone che gli dona una vena di grinta.Favorevolmente accolta anche l’assenza di cornice dei finestrini, ulteriore indizio del carattere della piccola di casa Alfa.

Alfa Romeo MiTo - Presentazione

Impossibile poi ignorare i cerchi da 17″ che, sulla fiancata di una macchina di queste dimensioni, fanno un certo effetto, soprattutto ricordandosi della possibilità di montarne da 18″.
Le più grandi sorprese, ci tengo a precisarlo, le ho trovate all’interno. Una su tutte: questa vettura vanta un’inaspettata comodità per i passeggeri anteriori, con un posto di guida ottimamente congeniato.
Sorprendente è poi lo spazio per le gambe dei passeggeri posteriori (siete mai saliti su una BMW Serie 1?), ma che purtroppo non è accompagnato da altrettanto spazio in larghezza e in altezza. La vettura, nel caso di divanetto sdoppiabile, è omologata per cinque persone ma, ovviamente, la comodità al posteriore è solo per due passeggeri.
Mentre sto facendo queste mie considerazioni, il ragazzo che in quel momento è al posto di guida (in queste occasioni si fraternizza sempre) mi fa notare che i miei corti capelli sfiorano il soffitto: “Beh, lo sfiorano anche nell’X6!”… “Che in più è anche brutta!” conclude lui, quindi alla fine nessuna indignazione. Esco dall’abitacolo e un personaggio prossimo ai due metri mi intercetta: “Come si sta dietro?”, rifletto mezzo secondo e lo invito a provare. Raccoglie la sfida ma l’ostacolo è inaspettato: il grosso sedile passeggero si inclina e avanza troppo poco, il colosso infila una gamba e un pezzo di sedere per poi desistere. Accessibilità posteriore: voto 3.


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Il notevole spazio longitudinale dell’abitacolo porta, per nulla inaspettatamente, al sacrificio del cofano motore e del bagagliaio. Se del primo importa a pochi (e solo quando si deve cambiare una lampadina), per il secondo il problema è già più sentito (ma, diciamoci la verità, se comprate un’Alfa per la capacità di carico, avete capito ben poco della vita…): la capacità è minima e l’accessibilità potrebbe risultare problematica nel caso di oggetti di un certo peso, a causa del bordo decisamente alto.
Tornando all’abitacolo, la fattura ottiene un voto ampiamente positivo: la qualità percepita dei materiali e delle finiture è elevatissima, sia del cruscotto che del pannello porta e dei sedili. Il design della strumentazione è accattivante, i comandi ben distribuiti e le dotazioni tecnologiche notevoli (bluetooth, connessione USB, lettore MP3, impianto BOSE, clima bi-zona, comandi al volante per telefono e stereo e chi più ne ha più ne metta).
A questo punto, dopo questa analisi approfondita, rimane solo una cosa: il comportamento dinamico. Il concessionario non si libererà presto di me: appena ne immatricoleranno una troverete qui la prova su strada!