L’attesa era talmente alta che, da scoprire, ormai rimaneva ben poco. In ogni caso, la presentazione ufficiale della MiTo è avvenuta soltanto due giorni fa, giovedì 19 maggio.
L’evento si è tenuto nel Castello Sforzesco di Milano, dal cui biscione scolpito sulla torre, si narra, abbia avuto origine lo stemma del marchio Alfa Romeo. Presenti quasi tutti i papaveri di casa Fiat, tra i quali Luca De Meo e Paolo Martinelli (vecchia conoscenza per noi ferraristi) hanno preso parola, il primo illustrando il lato maggiormente passionale e umano di questa vettura, descrivendone origini e obiettivi, mentre il secondo descrivendo per filo e per segno la parte tecnica e motoristica.

Alfa Romeo MiTo

Andiamo quindi per ordine: il design deriva dalla nuova supercar dell’Alfa, l’8c Competizione, concentrandone le linee in una vettura compatta e aggressiva. I risultati sono forme muscolose (a mio modesto avviso, però, il cofano così bombato ricorda la Micra…), passaruota accentuati, linea di cintura alta e superfici vetrate ridotte e dalle forme filanti.
Lo studio estetico non ha però compromesso l’efficienza aerodinamica, caratterizzata da un coefficiente di penetrazione Cx pari a 0,29. Tutto questo su una vettura appartenente al segmento B, le cui misure sono 4,06×1,72 metri, per un’altezza di 1,44. Nonostante le dimensioni, l’abitabilità si prospetta (a giudicare dai commenti entusiastici trovati in rete) tutt’altro che sacrificata, grazie ad un ottimale studio degli interni. A questo si aggiunge una qualità percepita notevolmente superiore alla media di categoria, frutto dell’accurata scelta dei materiali e alla cura nelle rifiniture.

Alfa Romeo MiTo - Interni

Anche la dotazione tecnica la distingue: si parte dall’ormai noto differenziale elettronico Q2, che garantisce sempre la massima trazione in curva, per arrivare al sistema DST (Dynamic Steering Torque) che, suggerendo al guidatore con piccoli movimenti del volante la manovra corretta, aiuta gli inesperti ma non infastidisce i più capaci.
Non si può ovviamente dimenticare il chiacchieratissimo manettino Alfa D.N.A., con cui la casa vuol ricordare l’omologo delle Rosse di Maranello e che consente di impostare il comportamento della vettura secondo tre pre-settaggi: Dynamic (per divertirsi tra curve e tornanti), Normal (per andare a fare la spesa) e All weather (quando il meteo ci vuol convincere che era meglio stare sul divano).

Veniamo agli allestimenti e ai relativi prezzi ufficiali.
Partendo dal basso abbiamo la MiTo Junior (ricorda nulla?), con motore 1.4 benzina da 74 cavalli, studiato appositamente per i neopatentati e con un prezzo di partenza di 15.350€.
Salendo troviamo la più potente, ovvero la 1.4 turbo benzina da 155 cavalli, con prezzi da 17.950€, e la più costosa, la diesel 1.6 JTDm 120 cavalli da 19.950€. Queste due saranno disponibili negli allestimenti Progression e Distinctive, quest’ultimo a sua volta implementabile con due ulteriori pacchetti dal costo di 800 euro, denominati Sport Pack e Premium Pack. Qui sotto trovate la tabella completa dei prezzi.

Alfa Romeo MiTo - Listino prezzi

Vale la pena fermarsi un attimo di più sulla 1.4 turbo benzina. La potenza massima dicevamo è di 155 cavalli, disponibili a 5.500 giri, mentre la coppia è di 206 Nm già da 2.000 rpm. Nel caso in cui, poi, il selettore D.N.A. sia in posizione Dynamic, a quota 3.000 giri si ottengono altri 24 Nm. Le prestazioni che ne risultano, sono ben lontane da quelle di un’utilitaria: 215 km/h di velocità massima e 8 secondi netti per archiviare lo 0-100, sono cifre da acquolina per ogni appassionato senza portafogli infiniti. Non dimentichiamo poi lo sbandieratissimo comportamento stradale promesso dalla casa che, sommato al resto, causerà chissà quante notti insonni.
Sento già gli schizzinosi: “Ma vuoi mettere la Mini Cooper S? 177 cavalli, 225 km/h e 0-100 in 7,1 sec!” e 26.000€ aggiungo io… Consolatevi, cari i miei alfisti sfegatati, De Meo ci ha dato un nuovo motivo ber sbavare: è in sviluppo la MiTo GTA, 1.8 Tjet Multiair capace di 230 cavalli. Devo aggiungere altro?


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