Il petrolio si sta esaurendo? Il pianeta risente dell’inquinamento? Questi sono quesiti che stanno influenzando le strategie delle case automobilistiche, più che per vera coscienza ecologica, per la consapevolezza che bisogna adattarsi se non si vuole risentirne dal punto di vista delle vendite.
Di questo sono la conseguenza tutti i discorsi che dobbiamo sorbirci di questi tempi: carburanti alternativi, CO2, rendimento e chi più ne ha più ne metta, sono fattori che tutti i produttori stanno valutando, dalle utilitarie alle supercar.

Lamborghini Gallardo LP560-4Tutti…tranne uno: il presidente della Lamborghini, Stephan Winkelmann, ha dichiarato che la casa del Toro non sta sviluppando nuove tecnologie per ridurre consumi ed emissioni e che non ha in programma nessuna riduzione di cilindrate.
“Vergogna!” urlerà qualcuno, ma il motivo non è di sicuro l’intenzione di inquinare ad oltranza e impunemente. Questo glorioso marchio italiano vende, infatti, circa 2.500 esemplari l’anno, e ognuno di essi percorre in media meno di 8.000 km annui. È facile comprendere, quindi, quale sia l’incidenza di queste vetture nell’ammontare totale di emissioni inquinanti, raffrontandole per esempio con la Porsche, che vende 100.000 esemplari l’anno e che quindi è costretta a correre ai ripari.
Sono trascorse poche settimane da quando lo stesso Winkelmann, in un’altra intervista, ha definito orgogliosamente il proprio brand come “gli ultimi ragazzacci in circolazione“, e non saremo di certo noi a lamentarci di ciò, benedicendo questi discoli che continuano a proporre vetture senza compromessi, differenziandosi da altri marchi che si stanno via via rammollendo.
E per dimostrarvi che a Sant’Agata non frega proprio a nessuno di essere “politicaly correct”, eccovi due filmati che promuovono la loro ultima creatura, la Gallardo LP560-4.